ABBAZIA BENEDETTINA E RESIDENZA DELLA CORGNA

"Io e mio marito Francesco siamo innamorati dell’Abbazia dei Sette Frati.

 Alcune parti appartengono alla mia famiglia dal 1921, amiamo preservare e rendere ogni giorno più vivi angoli di questo scrigno storico artistico del XI sec.. L'amore per la bellezza ci ha portati a ristrutturarlo e ad arricchirlo ancor più riportando in vita un'ala aprendovi l’attività agrituristica nel 2010 e ricreando ai suoi piedi un giardino di erbe aromatiche ed officinali, alberi da frutto, rose antiche e graminacee ornamentali su cui si affacciano gli alloggi".

 

Annalisa Sposini

 

L’agriturismo FRATRES in particolare si articola fra la sala capitolare che il Cardinale Fulvio della Corgna fece affrescate nel 1500 con motivi a grottesca, oggi sala ricreativa, una sala di rappresentanza anch’essa affrescata con soggetti molto interessanti, oggi adibita a sala colazioni, i portici affrescati su cui si affaccia la reception, in cui i nostri ospiti possono sostare affacciandosi sul chiostro o fare colazione, alcune salette affrescate con scene dell’Antico Testamento che vanno a formare l’appartamento Vitalis, ed il piano superiore più recente in cui è presente un altro appartamento (Felicis) e due camere (Januarius e Martialis). 

Salendo, sulle scale, un angolo medievale molto interessante dove ha preso vita il bagno che rimane vicino alla sala colazioni.

Breve storia

L'Abbazia dei Sette Frati fu eretta fra la fine del XI sec e l’inizio del XII sec., sulla spinta di quel vasto movimento di rinnovamento spirituale, che in tutta Europa in base alla regola di San Benedetto vedeva nascere numerose comunità religiose.
Il Monasterum Sancti Banedicti fu dedicato a sette fratelli, figli di Santa Felicita martirizzati a Roma nel 164 d. C. sotto l'imperatore Antonino, acquisendo la denominazione Abbatia Septem Fratrum, che per le deformazioni nel corso dei secoli del latino fratum si è trasformata nell’attuale Abbazia dei Sette Frati. Già nel 1136, come risulta da una bolla papale di Innocenzo II, che rappresenta la prima documentazione scritta relativa all’esistenza del complesso abbaziale, il monastero fu assoggettato alla chiesa vescovile di Perugia. Nel '300 dodici chiese dipendevano da essa, che con torri e merli (abbattuti nel '400) era diventata un vero e proprio centro di potere, potere che diventò più politico che spirituale portando al declino dell'Abbazia stessa. Così, attraverso il sistema commendatario l'Abbazia divenne di proprietà di alcune famiglie della nobiltà cardinalizia. Tra queste va ricordata quella dei Baglioni, ma soprattutto quella dei Della Corgna, a partire dal 1560.
Il Cardinale Fulvio della Corgna, Vescovo di Perugia a metà del 1500, fece ristrutturare e affrescare gran parte dell'edificio affidandosi probabilmente a Galeazzo Alessi per la parte architettonica e a Salvio Savini per quella pittorica. L’edificio fu trasformato in una sorta di residenza principesca seguendo la stessa sorte di Pieve del Vescovo a Corciano e uniformandosi ai modelli decorativi delle coeve residenze ufficiali, quali Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago e Città della Pieve e Villa del Cardinale a Colle Umberto.
Dal 1921 l'Abbazia è di proprietà delle famiglie Sposini, che attraverso le attività create all’interno ed eventi culturali (a cui collaborano anche associazioni esterne), si adoperano quotidianamente con amore per tenere in vita e salvaguardare questo luogo di pace, arte, storia e natura.